780 194. Una volta disse che un
uomo di grande cultura, se vuole entrare nell'Ordine, deve
rinunciare in qualche modo anche alla scienza, per offrirsi
nudo alle braccia del Crocifisso, dopo essersi espropriato
di questa forma di possesso.
«La scienza - spiegò - rende numerose persone
restie alla perfezione, perché dona loro una certa
rigidità, che non si piega agli insegnamenti umili.
Per questo vorrei che un uomo letterato mi facesse prima questa
preghiera: " Ecco, fratello, ho vissuto a lungo nel mondo
e non ho conosciuto veramente il mio Dio. Ti prego, concedimi
un luogo lontano dallo strepito degli uomini, dove possa ripensare
nel dolore ai miei anni e dove, raccogliendo le dissipazioni
del mio cuore, possa riformare in meglio lo spirito".
Secondo voi - continuò - quale diverrebbe uno che incominciasse
così? Certamente ne uscirebbe come un leone libero
dalle catene, pronto a tutto, e la linfa spirituale assorbita
in principio aumenterebbe in lui con un progresso continuo.
Alla fine, gli si potrebbe affidare con sicurezza il ministero
della parola, certi che riverserebbe sugli altri il fervore
che lo brucia».
Insegnamento veramente santo! Cosa ci può essere di
più necessario per chi proviene da un ambiente così
diverso, che rimuovere e togliere del tutto con la pratica
dell'umiltà gli affetti mondani da lungo tempo consolidati
e impressi nell'animo? Ben presto diverrebbe perfetto chi
entrasse nella scuola della perfezione.